A ruota libera

Nel corso dell’italica storia l’obiettivo dei vari governi e dei vari governanti è sempre stato quello di imporre il potere dello “Stato” su tutto il territorio e in tutti i settori della vita sociale ed economica, e così facendo, poter gestire e disporre della vita di milioni di persone, nonché disporre di patrimoni economici e ambientali rilevanti, per non dire incalcolabili.

Sempre più spesso si sentono attraverso i media, dichiarazioni dei soloni di turno inneggianti l’improrogabile presenza dello Stato nell’Italia meridionale, affinché vi sia la sconfitta della criminalità e il trionfo della legalità ( naturalmente ci si riferisce alla “legalità di Stato”! ).

Secondo tali personaggi al Sud la criminalità la farebbe da padrona perché lo Stato sarebbe latitante, perché mancherebbe la sua presenza coercitiva fatta di solerti uomini in divisa pronti al martirio pur di affermare i patrii principi della legalità di Stato, e come diretta conseguenza porterebbe al cosiddetto “lavoro nero”, al lavoro non omologato burocraticamente dallo Stato, e quindi ad una mancanza di contribuzioni da lavoro regolare.

Secondo tale ordine di idee, varrebbe il principio : “più Stato e meno criminalità, uguale più ordine”. Ma non è così!

Il vero problema del Sud (anche del Nord in vero, ma con paragoni diversi ) è la presenza dello Stato, di più, è la volontà dello “Stato” di inserirsi in un tessuto sociale che ha già la sua struttura efficiente di riferimento circa l’esercizio dei servizi ai cittadini: la Mafia!

Lo Stato non è meno pernicioso della Mafia al Sud, utilizza gli stessi metodi di coercizione e di minaccia, ma al contrario della Mafia, lo Stato è inefficiente, e per giunta senza rispondenza alcuna con la storia sociale del territorio in questione.

Che differenza corre tra la “tassa” e il “pizzo”?

Se un emissario della tal cosca mafiosa si reca da un commerciante del Sud ad esigere il “pizzo”e non viene soddisfatto nella sua imposizione, sono minacce, violenze a beni patrimoniali e financo a persone per il povero commerciante di turno.

Se un emissario dello Stato si reca da un commerciante del Sud ad esigere la “tassa” e non viene soddisfatto nella sua imposizione, sono messe in mora, intimazioni di pagamento, pignoramenti per conto della magistratura, e financo la limitazione della propria libertà fisica col carcere.

Dove sta la differenza tra Stato e Mafia? Entrambe obbligano in maniera coatta, violenta e illiberale il malcapitato lavoratore di turno.

Ma se il cittadino del Sud paga più il “pizzo” delle “tasse”, ciò non è solo dovuto alla violenza degli affiliati della Mafia, c’è dell’altro, c’è qualcosa di ben più umiliante e significativo per lo Stato italiano.

Consideriamo che la struttura mafiosa fa parte della storia sociale e culturale del Sud, attinente al sistema baronale pre-unitario, fondato su di un rispetto che era sì frutto del timore verso il potente del luogo, ma anche fonte di sostentamento e garanzia per gli individui a lui sottoposti.

Ciò perché la struttura mafiosa non è omogenea, non è monolitica in tutto il territorio del Sud, bensì frammentata, divisa tra più famiglie (o cosche) tra loro in concorrenza, per non dire in guerra.

Ma proprio in ciò sta la forza della Mafia e la debolezza dello Stato, le varie famiglie mafiose che si giocano il controllo dei territori del Sud devono anche “dare” alla gente sottoposta al loro controllo, altrimenti rischiano di non avere il loro rispetto e quindi il loro appoggio, e ciò porterebbe al prevalere di un’altra famiglia mafiosa su quel territorio.

La mafia è un sistema concorrenziale tra famiglie, che porta loro ad interessarsi dei bisogni della gente del territorio loro sottoposti sia per quanto riguarda la loro “protezione”, sia per quanto riguarda il loro sostentamento economico, quale la ricerca di un posto di lavoro, sia esso in “nero” oppure alle dipendenze pubbliche.

Lo Stato sa garantire altrettanto alla gente del Sud? Dalle tasse che introita saprebbe garantire loro sicurezza e prosperità economica? Decisamente no!

Mentre la mafia, col suo sistema di famiglie tra loro in concorrenza, sa garantire ciò di cui i cittadini necessitano: sicurezza e lavoro.

Al Sud il “pizzo” viene pagato più delle “tasse” perché è più conveniente, perché nella concorrenza Stato-Mafia quest’ultima vince in efficienza e garanzia.

Dal Sud quindi viene un segnale forte e chiaro che speriamo anche al Nord venga colto: pagare una volte sola e solo chi dà la resa migliore. In Padania, la concorrenza è tra Stato ed “Iniziativa Privata” (la mafia non appartiene alla cultura delle genti del Nord), e quest’ultima è nettamente più efficiente! A quando il coraggio e il buonsenso di lasciare lo Stato al suo destino? &

Roberto Locatelli