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“Per ridurre il rischio aflatossina spiega Anna Bono, Direttore del Dipartimento Sviluppo Umano del CESPAS è necessario seguire metodi di raccolta e di conservazione del mais che richiedono tecnologie adeguate e collaborazione da parte dei produttori”: condizioni che anche in Italia non sono facili da realizzare, come dimostra l’aumento delle percentuali di aflatossina M1 riscontrate nel raccolto 2003 di mais destinato all’alimentazione del bestiame. “Una soluzione efficace è a portata di mano sostiene Anna Bono Si tratta di utilizzare mais OGM, geneticamente modificato, per resistere agli attacchi delle micotossine. Ma per farlo occorre contrastare gli interessi dei sostenitori delle colture tradizionali e delle ditte produttrici di antiparassitari chimici. Intanto è la popolazione del Kenya a pagare il prezzo della demonizzazione dei prodotti OGM”. Fortunatamente, di recente il Presidente Mwai Kibaki ha affermato che le crescenti inondazioni e malattie richiedono l’uso di moderni metodi colturali.
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