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Sfrecciate a 61 Km all’ora su un tratto di strada extraurbana larga 8 metri dove però il limite di velocità è 50? Ecco per voi 100 e rotti euri di multa. Comprate da un ambulante un articolo falsamente griffato? Beccatevi 3000 e passa euri di multa. Decidete di far partire l’irrigazione del giardino un’ora prima dell’ora stabilita dal Comune? Orrore, meritate una multa salatissima. E non mettetevi in testa di farla franca perché dietro ad un cespuglio come nei fumetti della Disney - c’è sempre un vigile urbano pronto a salassarvi, ehm, pardon, a fare il suo dovere. Dell’eremo statalista, dove convivono i milioni di concubini del Leviatano, fa parte una categoria che proprio non riesco a sopportare: la ed uso il termine politicamente corretto Polizia municipale. Questo sottoprodotto delle forze dell’ordine, ultimo gradino della scala gerarchica del potere, è una vera e propria piaga sociale. Interpreti del nuovo codice della strada, militi dell’ultimo sindaco di periferia, i vigili urbani nonostante le divise ed i galloni stampati addosso sono assurti, nell’ultimo decennio, al rango di chissà quale autorità, con tanto di capitani, comandanti, graduati vari ed istruttori. Manco fossero i Marines. Quand’ero ragazzino, a fare il vigile ci finivano i più imbecilli del paese. E, sempre quand’ero giovincello, il ghisa (a Milano li chiamano così ) era quella roba rappresentata tanto bene da Alberto Sordi in un suo famosissimo film. Via di fischietto, circolare e chiusa lì. Macché, oggigiorno seppur le loro funzioni rimangano abbarbicate ad un regolamento dell’amministrazione i poliziotti municipali si comportano con un’arroganza ed una mancanza di buon senso da far invidia ad un qualsiasi passacarte arruolato fra i burocrati italici. Qualcuno ci ha voluto far credere che, in un’ottica federalista e devolutiva, essi avrebbero rappresentato le forze dell’ordine locali. Solo balle. Il problema è che ci hanno creduto loro che, sparsi sulle strade di ogni genere e grado, non fanno altro che renderci la vita impossibile, a suon di norme, codici e commi. Peggio ancora: i signori della paletta passano il loro tempo a multare gli automobilisti su diretta richiesta dell’amministrazione comunale che, causa i bilanci sempre più asfittici, inseriscono qualche milionata di “sanzioni amministrative” fra le voci di entrata. E giù verbali. Vi racconto un caso su tutti: i sindaci di tre paeselli consorziati della Bassa Bergamasca un bel giorno hanno deciso che avrebbero dato un premio ai loro dipendenti “solerti” se avessero fatto introitare più soldi alle casse comunali. Un “premio produzione” sulle multe staccate, avete capito? E dal giorno dopo, infatti, qualche centinaio di autisti è finito preda di multanova sparsi nei luoghi più impensati dagli ubbidienti “vigilantes”. Roba da pazzi e lavoro extra per i giudici di pace. Ma c’è di più sulla categoria. Tra i poliziotti municipali è spuntata una sottospecie ben peggiore di loro: gli ausiliari del traffico. E qui tocchiamo il fondo. Anch’essi dipendenti comunali, con tanto di magliettina stampigliata e stivaletti d’ordinanza, gli ausiliari del traffico il non senso per antonomasia - sono armati del solo blocchetto per i verbali, il loro manganello insomma. Scarpinano tutto il santo giorno in cerca di un’auto in divieto di sosta sulla quale infilare un foglietto con sopra scritto “ci devi 33 euro”. Ho personalmente visto uno di questi soggetti multare una vettura perché aveva una ruota fuori dalle strisce del parcheggio di una ventina di centimetri. Guai a voi se avete il disco orario scaduto da 5 minuti. Starete pensando che io li odii perché mi han fatto saltare 10 punti dalla patente. Macché. Solo qualche insopportabile multarella. Il movente è un altro, ed è che li vedo all’opera nel mio paesotto di provincia e da antistatalista impenitente quale sono non riesco proprio a vederci nulla di buono in queste sanguisughe del servizio pubblico. Mi sbaglio? Dimostratemelo.
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