Convention di Treviglio, sabato 24 settembre
Distruggere il giocattolo dall'interno. Sei pensieri per sei minuti.

Intervento di Paolo Bernardini

 
Nel momento in cui decida di scendere nell'agone politico, colui che si identifica con il pensiero libertario si trovera' in una situazione irta di aporie. Essendo nemico giurato dello Stato nella sua forma attuale, e a maggior ragione del sistema partitico, le corporazioni che si presentano agli occhi del pubblico contrapposte, ma che sono in realta' solidali nel processo di rapina ai danni dell'individuo, che si prefigurano quando, con significativa alternanza, conquisteranno il potere, il libertario preferira' chiudersi nella torre d'avorio del pensiero e della riflessione. E' la torre d'avorio del Mises Institute negli USA, dell'Istituto Bruno Leoni in Italia. Sia ben chiaro, tali istituzioni sono fondamentali nel mantenere viva e vigile l'attenzione dei cittadini, e soprattutto dei cyber-cittadini, nei confronti del pensiero liberale e della sua componente piu' avanzata, il "libertarianism" di Rothbard e della Scuola misesiana. Ma l'unico modo per scardinare il sistema statalistico, la dittatura su scala planetaria che quasi ognuno subisce, consiste nel penetrare all'interno del nefasto giocattolo e demolirlo progressivamente. Non che non si possa ipotizzare una rivoluzione violenta. Ma ogni libertario rifugge dalla violenza e crede nella forza delle idee, prima o poi destinate a trionfare. Per questo, vorrei, nei sei minuti che mi sono concessi, formulare altrettanti pensieri, che servano come stimolo per la discussione di oggi.

1. Un partito libertario esiste, negli USA, ed un certo punto si e' anche configurato come terza forza tra la Scilla repubblicana e la Cariddi democratica. "Vox clamans in deserto", esiste un membro del Congresso libertario, Ron Paul. Certamente, non si tratta di una grande forza, ma il fatto che sopravviva come il pesciolino della liberta' tra la padella di Bush e la brace dei "liberals" significa pur qualcosa. Ogni movimento libertario in Europa e nel resto del mondo dovrebbe federarsi con tale partito, in modo da coordinare l'azione di propaganda su scala globale.

2. In Italia, esistono numerosi movimenti o partiti che potrebbero essere vicini al pensiero libertario. I programmi politici di Forza Italia del 2001, ma soprattutto del 1994, contenevano forti elementi di liberalismo, poi smentiti dalle politiche effettivamente attuate, e dalla scelta degli intellettuali "organici", che, con la meritoria eccezione di Antonio
Martino, e parzialmente, dello studioso di Popper Marcello Pera, poco o ben poco hanno di libertario nel loro DNA. I Radicali italiani continuano a definirsi "liberisti liberali e libertari", salvo che il loro leader Pannella ha ben poca stima di Rothbard, come ha detto pubblicamente. Temo che non sappiano cio' a cui si riferiscono quando si definiscono "libertari", e dunque per loro vale il sublime perdono evangelico, "perdoniamo loro, perche' non sanno quello che fanno, e quello che dicono". Sono, in realta', nella loro veste di grillo parlante della Costituzione, il partito piu' statalista che
esista. Non casualmente stanno terminando tra debiti e liti il loro ciclo storico.

3. Il vero punto di raccordo con i partiti attuali dovrebbe instaurarsi con movimenti genuinamente federalistici. Un sistema federalistico e' una mezza verita', o se volete la bottiglia mezza vuota per un libertario, ma meglio una bottiglia mezza vuota che una affatto vuota. La Lega Nord mi pare abbia tradito da tempo il genuino impulso libertario che le era stato dato in dono da Gianfranco Miglio. I movimenti federalistici del Sud sono una grande cosa, da guardare con attenzione. Anche Progetto Nord Est, se fosse genuinamente federalistico, e nei suoi programmi non vi fosse l'idea di "far grande il Veneto" per "far grande anche l'Italia". Si fa grande il Veneto perche' sia
grande solo il Veneto e tutti coloro che vi abitano. Panto, con lo strumento televisivo,
potrebbe far molto, se non avesse una singolare avversione per gli intellettuali
e il pensiero in generale.

4. Ciò che sarebbe importante, e' che qualche libertario ex cathedra (pochissimi) o ex think-tank (qualcuno di piu') si impegnasse in politica, non importa alla fine in quale partito, purche' abbracciasse un partito con qualche idea liberale, ovvero, nella presente contingenza storica, i partiti scissionistici, Forza Italia, e le componenti cattoliche di destra di quest'ultima. Se si Riformasse la DC e questa DC novella tornasse ai progetti federalistici del dopoguerra, che le erano fortemente propri, ebbene potrebbe essere un'ottima parte.

5. Un grande alleato nella lotta alla Stato centralizzato italiano potrebbe essere la Chiesa. La ferita inferta a Porta Pia non si e' mai davvero sanata, e la Chiesa rappresenta una forza internazionale potentissima, non legata a forme e logiche statuali. E' una multinazionale delle coscienze che liberamente scelgono di appartenervi, dandole forza, come e' una multinazionale la Microsoft, che' nessuno obbliga tutto il mondo ad acquistare i suoi prodotti, se non un sano monopolio nato naturalmente, dalla miglior qualita' di un prodotto rispetto ad un altro.

6. Sesto e ultimo pensiero: la strada verso la liberta', verso il trionfo del pensiero libertario e la distruzione del Leviatano, e' la piu' ardua che mai si sia trovata di fronte l'umanita'. Ma, per modificare lievemente un proverbio latino a noi tutti noto, "per asperrima ad astra".

Paolo Bernardini