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Leonardo Facco A questo punto, la prima pietra parafrasando i roboanti discorsi dei politicanti nostrani è stata posata. Ma non basta ovviamente e con voi le ciance non funzionano, lo so. Di più: dopo essere stato nominato Amministratore delegato del ML, mi sono sobbarcato una bella responsabilità e non ho alcuna intenzione di deludere nessuno, anche se in questi primi tre mesi di lavoro ho dovuto rallentare la costruzione dell’opera per via di alcuni personali problemi di lavoro (e mi scuso), che mi hanno obbligato a dedicare tempo e denaro altrove. Con l’anno nuovo, però, la musica cambierà. A Treviglio abbiamo, in fondo, portato a compimento un lavoro che dura da dieci anni, ma abbiamo al contempo dato il via ad una nuova avventura che, oltre alla forza delle idee, dovrà affidarsi alla concretezza delle azioni, per portare a termine le quali sarà assolutamente necessario capire quanto abbiate voglia di spendere voi tutti. Nell’auditorium trevigliese, del resto, ho ricevuto stimoli e sollecitazioni importanti. Dai saluti agli auguri di personalità quali Natale Molari, Giacomo Stucchi e Giancarlo Pagliarini alle idee concrete del presidente di Confedilizia Corrado Sforza Fogliani. Dalle idee strategiche di Carlo Lottieri e Alberto Mingardi agli inviti alla prudenza di Alessandro De Nicola, senza dimenticare i molti interventi dei convenuti, dei quali riportiamo ampiamente in questo numero di Enclave, e l’aiuto materiale di stretti collaboratori come Marcello Mazzilli e Giorgio Fidenato. Dalle prime impressioni che ho ricevuto tre mesi, sono convinto che il Movimento Libertario avrà molto da dire e anche sul forum degli azionisti, attivato quasi da subito (promessa mantenuta direbbe Berlusconi…) sul sito www.libertari.org, m’è parso di percepire che tutti hanno intenzioni serie, come io, altrettanto seriamente, ho intenzione di mettere alla prova la consistenza delle affermazioni di buona volontà avanzate da parecchi di voi. Alle parole devono seguire i fatti e senza fatti sia chiaro il ML non ha futuro. E ci tengo a ribadire un concetto: non è attraverso la politica politicante, quella dei partiti e della democrazia rappresentativa, che potremo incidere sull’opinione pubblica. Ciononostante, abbiamo le idee per i mezzi vedremo di attrezzarci per far sentire chiara e forte la nostra voce. Gli obbiettivi sono chiari e val la pena rileggerseli di tanto in tanto sfrucugliando tra le parole del manifesto che riportiamo in questa rivista. Il nostro nemico è uno: Lo Stato! Come mi ha ricordato in una mail qualche amico tempo fa, è strepitosa la frase pronunciata dal conservatore e leader del movimento antitasse Grover Norquist, riportata qualche sul Corriere della Sera. Riferendosi allo Stato, ha detto: “Non lo voglio abolire, voglio solo che divenga talmente piccolo da poterlo affogare in una vasca da bagno”. Capito? P.S. Mi scuso con i lettori e gli abbonati per il ritardo con cui viene recapitata Enclave. Purtroppo, come accennato sopra, sono stato occupatissimo per via di alcuni impegni di lavoro che mi hanno costretto a chiudere ilk giornale a spizzichi e bocconi. Mi scuso anche per eventuali errori e manchevolezze, alle quali cercherò di porre rimedio già dal prossimo numero. Grazie per la comprensione.
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