Due colpi ben assestati: il ML in piazza

Leonardo Facco

Dopo il parto di settembre 2005, il Movimento Libertario s’è finalmente alzato in piedi ed ha mosso i primi due passi. In avanti. Prima uscita a Vicenza, lo scorso 21 ottobre, sotto un’acqua che Dio la mandava ci siamo ritrovati in sette a distribuire volantini durante la manifestazione polista contro la manovra finanziaria. Ne abbiamo distribuiti 1500. E i presenti, entusiasti del nostro striscione contro le tasse, hanno letto di gusto che “siamo stanchi di farci sfruttare da uno Stato lenone”.

Due dicembre 2006, Roma, la truppa cresce. Tra le vie della città eterna una ventina di libertari si sono dati appuntamento per far sentire la propria voce contro il governo Prodi, contro le sue gabelle, contro i burocrati e i parassiti che affamano chi la ricchezza la produce. “Né di destra né di sinistra”, “Stop alla rapina fiscale”, “Le tasse sono un furto e non pagarle è legittima difesa” hanno catalizzato l’attenzione di migliaia di convenuti a quella manifestazione. Quasi 7000 i volantini lasciati sul campo. L’Unità ci ha sbattuti in prima pagina, come fossimo veri manigoldi, rei di aver incitato all’evasione. Da Bruno Vespa, due giorni dopo, destri e sinistri han fatto a gara per prendere le distanze dal nostro slogan. Missione compiuta. Un pizzico di visibilità c’è stata e ciò che più abbiamo notato è che le idee del Movimento Libertario piacciono alla gente perbene e infastidiscono chi frequenta il “regime”. Sono arrivate mail per farci i complimenti; altri hanno scaricato i volantini dal nostro sito; i media sono pronti a rincorrerci, pensando – poveri sciocchi – che siamo solo un fenomeno da baraccone.

Insomma, dopo quasi un anno di immobilità (colpa dell’amministratore delegato, sia chiaro) con un secco uno due abbiamo cominciato a muoverci. E ci siamo accorti che se da un lato c’è interesse per il nostro programma (più o meno il decalogo sottoscritto a Treviglio) dall’altro, è assolutamente necessario organizzarsi! Il che significa che il Movimento Libertario deve darsi una struttura vera e propria, uno Statuto, un simbolo visibile (quello c’è, è condiviso ed è registrato), un programma politico. Per farla breve serve un congresso! E il 2007 sarà l’anno in cui usciremo definitivamente allo scoperto.

Sia chiaro, però, e qui mi rivolgo soprattutto ai 150 che hanno partecipato alla prima convention, che si rende necessaria una struttura organizzativa vera. Non dico simile a quella di un partito, ma che sia capace agire sul territorio con incisività e visibilità, sia a livello locale che ad altro livello. Per inciso, ricordo che anche il solo preparare 10 bandiere, tre striscioni e cinque manifesti per andare a Roma a far sentire la nostra voce è costato qualche soldino. Ergo, se si crede al Movimento Libertario – e al sottoscritto – è necessario dare il via al tesseramento, al fine di ricollettare qualche fondo per la macchina. E’ necessario mettere mano al portafoglio.

In questi mesi, ho avuto modo di contattare parecchie persone che si stanno muovendo in ambiti diversi e sono interessate a coagulare forze distinte per aumentare la forza d’urto contro lo Stato. Ritengo vi siano opportunità interessanti. Prima, comunque, è assolutamente doveroso far crescere il bambino che abbiamo messo al mondo un annetto fa.

Le prossime mosse vi verranno comunicate al più presto. Ho una serie di proposte da avanzare e di date da fissare. Stiamo organizzando un nuovo sito dedicato al Movimento Libertario. L’acqua in pentola sta iniziando a bollire e la congiuntura socio-economica generale ritengo sia a nostro favore. Chi ci crede cominci a battere un colpo e si metta in contatto col sottoscritto. L’ho sempre sostenuto: la libertà non la regala nessuno, men che meno questo Stato criminale nel quale ci ritroviamo a vivere. Qualche amico vero – anche tra gli opinion maker –lo abbiamo. E’ pronto a darci una mano solo se dimostriamo di essere credibili. E io son convinto che lo siamo. Dimostriamolo!