Si parte nel 2008 con una missione precisa

Leonardo Facco

La macchina è avviata, il 2008 sarà un anno determinate per il Movimento Libertario. Un passo indietro prego: lo tsunami dell’antipolica si sta avvicinando alle coste parlamentari, e non solo. Se personaggi come Bossi, Mastella, Fini, Casini mettono le mani avanti rispetto alla protesta popolare – incarnatasi anche nel Vaffa-day di Beppe Grillo – allora significa per davvero che hanno la strizza al culo, e che le loro proposte di “riforma” non sono altro che chiacchiere al vento. Il potere per il potere è il loro dogma, autoalimentare la casta e i partiti la loro missione.

Però, c’è un però: se Bertinotti, Rosy Bindi, Pecoraro Scanio e Di Pietro abbracciano le iniziative del comico genovese, allora significa anche che qualcosa non quadra. Non sarà che c’è troppa voglia di Partito Democratico? L’avvento di Veltroni ci schifa abbastanza.

Facciano quel che vogliono i parassiti, ora è il momento del Movimento Libertario. Quasi due anni di gestazione dalla fondazione sono più che sufficienti sia per tirare un po’ le fila organizzative, sia per rimanere in attesa di eventi straordinari. Ora, si “scende in campo”. E lo si farà ufficialmente con il primo congresso, che – per motivi organizzativi e di tempo – vorrei proporre per febbraio dell’anno prossimo.

Nel frattempo, né rimarremo con le mani in mano, né attenderemo l’evento. Durante la scorsa estate, è stato depositato lo statuto definitivo del Movimento. Il simbolo c’è, il regolamento per avviare i Clan pure, tra poco verrà messo online (e a disposizione di tutti) anche il contratto per aderire, per avviare il tesseramento. Infine, vedrà la luce il nostro programma politico.

Programma politico vi state chiedendo? Sì, politico! Il Movimento Libertario farà anche politica, come del resto ha già iniziato a fare nel momento in cui ha aderito ai 13 punti del network di Daniele Capezzone, decidere.net.

L’affermazione merita una spiegazione convincente. Sapete bene che aborro la politica, ma ancor di più le zecche che la popolano. La mia convinzione è: o si crede nel mercato o si crede in Bossi, Bertinotti, Fini, Berlusconi e nel resto della banda bassotti. Ciononostante, sebbene la missione dei libertari sia quella di diffondere cultura coerentemente liberale, è necessario adoprare tutti gli strumenti che in Italia sono di uso comune. Ergo, l’idea che ho in testa, è quella di usare la politica per diffondere un messaggio culturale, entrandoci però a piedi uniti.

Rispiego meglio. Il Movimento Libertario avrà un programma che potrà essere usato sia per competizioni a livello locale che ad altro livello. Il programma sarà composto da proposte tipo questa: azzeramento di buona parte delle tasse locali e/o regionali e/o nazionali; azzeramento dei contributi pubblici alle associazioni di volontariato; privatizzazione di ogni società partecipata dal denaro pubblico; privatizzazione di tutti i servizi possibili e immaginabili. In breve, sarà un tale pugno nello stomaco che chi ci voterà lo conteremo come uno dei nostri, chi ci metterà alla frusta con domande del tipo “ma poi chi garantirà i servizi” avrà pane per i suoi denti. Non veniamo dalla montagna con la piena. Il Movimento Libertario è nato oltre dieci anni fa su solide basi culturali e non credo avremo problemi a spiegare come potrebbe funzionare il mondo senza che Mastella o Volontè ci rompano le glorie!

Usare l’arma politica per diffondere idee sane e di mercato, di libertà e responsabilità, individualiste e fondate sulla libera scelta

Non vinceremo mai? E chi se ne frega! Mica vogliamo vincere per sederci su uno scranno nel tentativo di pappagallare destra e sinistra. Noi vogliamo cambiare il mondo, affinché il mondo ci lasci vivere in pace. Vogliamo liberare le forze della società civile e dell’intrapresa, vogliamo far capire che la democrazia non è un dio!

Rothbard sosteneva che un presupposto certo per la vittoria libertaria è l’educazione: convincere e convertire gli altri alla nostra causa. C’è chi lo fa dall’alto delle cattedre – e lo fa bene – e chi lo deve fare sporcandosi le mani in altro modo. Al Movimento Libertario tocca la seconda opzione. Pensate cosa sarebbe accaduto in Italia se la Lega Nord non fosse stata un bluff da baraccone!