Editoriale

Leonardo Facco

La schizofrenia è una forma di malattia psichiatrica caratterizzata, secondo le convenzioni scientifiche, da un decorso superiore ai sei mesi (tendenzialmente cronica o recidivante), dalla persistenza di sintomi di alterazione del pensiero. Così, wikipedia, l’enciclopedia popolare online.
In questi quasi due anni di crisi (il decorso dei sei mesi è ampiamente superato), il comportamento delle masse, o delle maggioranze se preferite (con in testa politicanti, pseudo-economisti, e opinion-maker di varia natura) rimanda proprio alla malattia di cui sopra, la cui denominazione è stata coniata dal dottor Eugen Bleurer nel 1908. Perché? Per via dell’alterazione del pensiero no, dato che non passa giorno che il default economico in corso non sia colpa della libertà, di quella di mercato.
In Europa tutti i sindacati hanno scioperato e inneggiato a slogan del tipo “i mercati provocano la crisi”, “tutta colpa del libero mercato”, “meno profitti più aiuti”. In Italia, idem con patate. Soprattutto Tremonti – liberista falso e degenerato – ha raccontato corbellerie senza eguali sulle cause della crisi, superando, in certi momenti di delirio acuto, persino Epifani.
Tutto nelle regole del “bispensiero” verrebbe da dire; a furia di spandere guano contro il libero mercato volete che qualche pezzetto non finisca per sporcare la realtà dei fatti?
Proviamo, invece, a farci la domanda che conta per davvero, evitando di cadere nella trappola “schizofrenico-collettivista” che i media perpetuano quotidianamente. Chi, o cosa, ha causato la crisi: la libertà o lo statalismo? La libera intrapresa o l’interventismo?
Cercheremo di rispondere non sulla base di teoremi filosofico-politici libertari (quelli sarebbe stato utile li avessero studiati e capiti prima al fine di prevenire i danni), ma sulla scorta dei fatti più recenti. Fatti, non chiacchiere!
1- La Grecia (uno Stato, non una privatopia) dichiara il fallimento. Ergo, dopo aver truccato i conti (e qui non era qualche mercatista che ricopriva il ruolo di ministro del bilancio o di premier) si presenta a Bruxelles e dice: io non ho più un euro per pagare i miei creditori. Gasp! Per evitare il default, tutti gli Stati della zona euro chiedono alla Banca Centrale Europea (Agenzia statale che può stampare moneta in monopolio) di metter mano alla borsa e preparare 750 miliardi di euro per ingollarsi i titoli spazzatura ellenici e garantire l’acquisto di nuovi titoli.
2- Un secondo dopo Atene, il Portogallo (Stato) fa acqua, la Spagna (Stato), l’Italia (Stato) finisce nel mirino degli investitori, l’Inghilterra (Stato) ha le pezze al culo e l’Ungheria (Stato) pure. La Germania (Stato) corre anch’essa ai ripari. Conti pubblici, ovvero bilanci dello Stato (fatti di tasse e debito accumulato), gestiti da una manica di cialtroni che hanno promesso mari e monti (dal welfare ai sussidi vari), spendendo soldi che non avevano! Hanno indebitato tutte le generazioni future! Hanno agito al contrario di come farebbe un buon padre di famiglia, che se incassa 10, spende al massimo 9.
3- In Italia (Stato semi-socialista con un debito pubblico pari al 120% del PIL e una pressione fiscale pari al 70%), un secondo dopo il crollo di Lehman Brothers, il famigerato Tremonti ha rincorso tutti i microfoni possibili ed immaginabili per raccontare stupidaggini senza senso del tipo: a) la crisi è causata da una moneta privata circolata in America negli Anni ’80; b) I mercati vanno regolati erano troppo liberi; c) Serve più Stato, molto più Stato, ancora più Stato! Non continuiamo oltre per evitare di ridicolizzarlo. Due settimane fa, inversione ad U: durante la conferenza stampa di presentazione della manovra ha sentenziato che lo Stato spende troppo, servono misure di rigore per evitare che i conti finiscano fuori controllo. Ma come? Delle due l’una, tertium non datur: o la colpa è del troppo mercato (che per inciso non implica spese pubbliche fuori controllo, molte regole, tasse elevate, servizi pubblici a iosa, milioni di dipendenti pubblici e parassiti a gogo) o dello Stato (che viceversa spende e spande senza fare i conti della serva come succede a chi deve mettere insieme il pranzo con la cena) e che è poi lo strumento col quale si gestiscono la moneta, il debito pubblico, il deficit, il sistema bancario.
Post scriptum per gli “schizofrenici-collettivisti”: come diceva don Luigi Sturzo: “Lo Stato è per definizione inabile a gestire una semplice bottega di ciabattino”. Per cui se cercate le ragioni della crisi, rivolgetevi altrove e lasciate laissez nous faire. Se non lo avete ancora capito, cercate un medico in gamba, magari allievo di Eugen Bleurer.