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MA CONTRO QUESTA "EUROPA" IO DIFENDO HAIDER
Arturo Doilo L'amico Carlo Lottieri non ha torto. Accomunare
Blocher e Haider è un'impresa ardua, anche se non impossibile. Molto,
almeno nei programmi politici, li divide. Eppure, l'infangante campagna
di stampa che l'opinione pubblica (cosiddetta politically correct) ha scatenato
contro l'Fpö è di molto più vergognosa di quella intentata
nei confronti dell'Udc. E se da un lato, Lottieri ha ragione nel sostenere
che l'Udc da sempre ha fatto parte del governo elvetico, altrettanto vero
è che lo stesso Haider è da oltre un anno governatore della
Carinzia e, fino a quando non ha stretto l'alleanza con il Partito popolare
austriaco per garantire una maggioranza al suo paese, la sinistra che oggi
gli inveisce contro era seduta con lui al tavolo delle trattative. Ma non
è questo il punto. Ciò che mi rende solidale con Haider è
ben altro, ovvero il comportamento tenuto dalla Ue, e dai quattordici Stati
membri della stessa Unione, in questa bizzarra vicenda. Non possiamo esimerci
dal definire indecoroso, e soprattutto, illiberale il comportamento dell'Ue,
che tanto blatera di democrazia e poi non rispetta quella stessa democrazia
che ha mandato l'Fpö al governo di uno Stato membro. Quell'Ue sonnacchiosa
e taciturna durante la guerra in Kosovo che però ora alza con veemenza
la voce per "difendere" noi dalla deriva "nazista e xenofoba" mitteleuropea,
senza che esista tra l'altro uno straccio di prova. Quell'Unione europea
che, prevaricando ogni normativa, decide di ingerire (con tanto di plauso)
negli affari interni dell'Austria. Personalmente, ritengo assai più
pericolosi i comportamenti liberticidi, da Superstato (come vorrebbero
i Ciampi e i Prodi), della cosiddetta 'Europa" che non il "nazismo di retroguardia"
del signor Haider. E spero che questa bagarre istituzionale segni l'inizio
della fine di quella "Comunità economica europea" che fa dell'interventismo
un'arma impropria.
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