Mondialismo burocratico
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Affondiamo l'Africa:
cancelliamole
il debito pubblico

Paolo Pamini

Nei recenti dibattiti politici la proposta di azzerare il debito pubblico dei paesi in via di sviluppo pare diventare sempre più una moda, che solo ora i politici avrebbero scoperto essere la panacea ai mali di quelle popolazioni. Mi permetto la coerenza di dubitarne, esplicandone i motivi. Scopriremo forse che questa è la peggiore proposta che mai si potesse inventare, tanto per cambiare con conseguenze esattamente opposte a quanto desiderato.
Prima di tutto, e mi scuso con chi queste cose già le sa, spieghiamo che cosa sia il debito estero: semplicemente titoli di Stato. La Nigeria (che prenderemo come semplice esempio, senza implicare alcun riferimento esplicito) ha come qualsiasi Stato delle spese, che finanzia o con le riscossioni fiscali o con l'emissione di titoli di Stato, con la speranza che siano acquistati da qualcuno che le fornisca così la necessaria liquidità.
Poiché i capitali del finanziatore potrebbero essere investiti altrove con una determinata rimunerazione, è necessario che la Nigeria paghi un interesse su questo prestito.
Inoltre, più alto è il rischio di insolvenza della Nigeria alla scadenza dell'obbligazione, tanto maggiore sarà l'interesse. In alternativa a ciò la quotazione del titolo sarà sotto alla pari (100%), ovvero un titolo con valore facciale di 1000$ verrà in realtà acquistato solo per 800$.1
Parlare di debito estero significa semplicemente affermare che i finanziatori, o meglio coloro i quali hanno comprato i titoli della Nigeria, non sono nigeriani. La cosa non ci interessa in fondo molto, poiché in finanza il passaporto non conta. Questi finanziatori sono per lo più cittadini occidentali o investitori più grossi 2. Solo in piccola parte sono casse pensioni, poiché purtroppo legate a forti restrizioni nazionalistiche 3.
Ora un punto importantissimo concerne l'uso dei capitali raccolti tramite il debito pubblico. Se questi servono a finanziare spese correnti la situazione rischia di degenerare in poco tempo: spesi questi soldi non ci sono comunque le risorse per ripagare debito ed interessi, il che porta alla formazione di ulteriore debito e alla spirale di interessi su interessi che manda in fallimento lo Stato 4. Fallire significa dichiarare non validi i titoli di stato, cioè rifiutare un rimborso.
Se i prestiti vengono invece impiegati in investimenti strutturali, per esempio nella costruzione di strade, la capacità produttiva aumenta, con essa in teoria anche la produzione, quindi le entrate fiscali. Se tutto va bene si ripaga debito ed interessi, restando ancora qualcosa in più. È esattamente quello che abitualmente capita nell'economia privata 5: qualsiasi azienda sta in piedi grazie a capitali di terzi.
Una considerazione merita anche il cosiddetto seigneurage (in italiano "signoreggio"): è la terza forma di finanziamento pubblico 6. Il seigneurage deriva dal diritto che il seigneur medievale aveva battendo moneta di stampare un valore nominale maggiore di quello reale contenuto in oro nella moneta stessa. Il signore cioè acquistava per esempio oro per 8 Luigi e con quello coniava una moneta da 10 Luigi. È chiaro che questo rappresenta una situazione di squilibrio economico, che più o meno in fretta conduce all'aumento del prezzo dell'oro da 8 a 10 Luigi o, visto nell'altro senso, al deprezzamento di 10 Luigi a un potere d'acquisto di 8. In altre parole: inflazione 7.
Tra tutte le critiche all'Euro forse l'unico vero vantaggio consiste nell'indipendenza della banca centrale dai governi, almeno per ora. In Italia sappiamo per esempio quante operazioni monetarie abbia fatto "BankItalia", cioè quanta inflazione abbia creato stampando soldi per pagare il debito pubblico. Il seigneurage è una tassa che tutti pagano attraverso una perdita di potere d'acquisto, più una diminuzione di produzione dovuta agli attriti causati dall'inflazione 8.
Ma torniamo al debito dei paesi in via di sviluppo. Consideriamo ora le proposte di annullamento che gli amati buonisti della sinistra politically correct ultimamente hanno scoperto essere la soluzione dei problemi di disparità.
Prima di tutto un debito implica sempre un creditore, e ora sappiamo chi sia: chi ha comprato il titolo di Stato. Annullare il debito potrebbe semplicemente consistere nel non ripagare più i titoli di Stato, cosa che chiaramente non è il caso e che ucciderebbe i "ratings" di qualsiasi paese bisognoso di capitali esteri. Quanto realmente viene proposto consiste invece nel pagare noi come banca mondiale i debiti della Nigeria. Io detentore dei Bot nigeriani riceverò i miei soldi non dalla Nigeria bensì dalla Banca Mondiale.
PRIMA CONSIDERAZIONE: l'annullamento del debito nigeriano non concerne il nigeriano, poiché i soldi rifluiscono al detentore estero del titolo di Stato. Per lo più si tratta di una ridistribuzione dai contribuenti occidentali9 verso i detentori, per lo più occidentali, dei titoli nigeriani.
Ora, tipico per un'analisi politico-economica, vediamo come si modificano gli incentivi delle persone toccate:
a) Il politico (spesso un dittatore) locale viene alleggerito, i soldi che avrebbe dovuto utilizzare per pagare il debito sono ora a sua totale disposizione. Se il paese si trovava tuttavia in una situazione di quasi insolvenza (altrimenti perché aiutarlo?), ciò significa che quel politico con grande probabilità non era il dittatore illuminato che aveva promosso investimenti strutturali per migliorare la situazione del suo paese. Proprio perché per esempio non eletto democraticamente, il dittatore africano non ha nessun incentivo a fare l'interesse della popolazione. Non dobbiamo inoltre cadere nella trappola mentale del dittatore come figura politica autonoma. Anche un dittatore non può esistere da solo e ha bisogno di sostegno, notoriamente dell'oligarchia che ha in mano gran parte delle sorti del paese. I soldi statali infatti confluiscono, in maniera ancor più accentuata rispetto ai governi occidentali, in "aiuti" a questa classe oligarchica. Non c'è ragione per credere che anche i soldi liberati dal debito pubblico non seguano la stessa sorte.
SECONDA CONSIDERAZIONE: l'annullamento del debito pubblico non fa altro che rafforzare la classe politica già al potere, proprio quella che tuttavia aveva generato la situazione disastrosa.
b) Il politico africano ora, sapendo che ci sono i politically correct occidentali che gli ripagano i debiti, è ora ancora più incentivato a indebitarsi. Paradossalmente anche i ratings dei suoi titoli di Stato aumentano, e con essi le persone disposte ad acquistarli, dato che il rischio di insolvenza diminuisce proprio grazie all'aiuto esterno.
TERZA CONSIDERAZIONE: il paese povero è ora ancor più incentivato ad indebitarsi e trova addirittura più creditori.
c) Ora, in tutte queste discussioni, non abbiamo mai parlato del nigeriano. Ed è chiaro perché: egli non ha comprato titoli di Stato e non appartiene all'oligarchia cui confluisce gran parte dei mezzi finanziari. Per il normale e veramente povero cittadino non cambia assolutamente nulla, se non piuttosto veder il proprio dittatore diventare ancora più potente.
QUARTA CONSIDERAZIONE: il normale cittadino del paese in via di sviluppo non migliora la propria condizione di vita.
d) Stando così le cose dovremmo chiederci quali siano le alternative da preferire. Sappiamo che i canali statali molto probabilmente sono inefficienti, poiché per la struttura istituzionale non sono incentivati ad occuparsi del povero cittadino. Sappiamo che attraverso questi si finanzia la classe politica locale, vera ed unica responsabile della situazione di crisi. Dobbiamo dunque trovare il modo di pensare subito ai cittadini e di aiutare loro. Una visione semplicistica ci direbbe di andare sul posto e di sovvenzionare direttamente progetti di sviluppo. Tuttavia ancora una volta ci sarebbero problemi di monitoring: non sapremmo se si tratta di un finto progetto tanto per accaparrarsi un po' di soldi. D'altra parte, esattamente come quando spediamo alimenti in una zona disastrata da una catastrofe, uccideremmo ancor più il substrato economico 10. Come aiutare dunque i poveri cittadini? Beh, semplicemente dando loro l'opportunità di crescere economicamente. Piuttosto che cancellare il debito pubblico, misura che preserva lo status quo, potremmo semplicemente aprire le frontiere. A questo punto dalla Nigeria acquisteremmo per esempio materie prime ma soprattutto alimentari e semilavorati 11, corrisposti a una nuova forma di finanziamento che va direttamente alle persone e non alla classe politica. Noi d'altra parte potremmo acquistare beni a prezzi minori, aumentando così il nostro potere d'acquisto e il nostro benessere. Anziché pagare cifre improponibili per la nostra agricoltura iperprotetta, purtroppo per lo più nascoste nella dilagante fiscalità, pagheremmo meno e contemporaneamente permetteremmo un vero sviluppo.
QUINTA CONSIDERAZIONE: la vera politica di sviluppo consiste in un'apertura internazionale dell'economia, quella che alcuni negli ultimi anni amano chiamare globalizzazione.
È chiaro che nessun buonista sinistrorso propone di aprire le frontiere, che metterebbero in crisi relativamente:
I) i settori protetti che sostengono l'interventismo pubblico;
II) i settori pubblici e la classe politico-amministrativa occidentale che trova una giustificazione proprio nella regolamentazione;
III) le associazioni che si occupano dei transfers di risorse ai paesi poveri, associazioni in gran parte sovvenzionate pubblicamente perché "giuste";
IV) paradossalmente (ma non tanto) la classe politica del paese in via di sviluppo, responsabile del problema ma che esistendo dà un senso di esistere anche alle associazioni umanitarie! Non dimentichiamo che le associazioni umanitarie non hanno nessun incentivo per esempio alla diminuzione dell'immigrazione albanese, che dà loro un senso di esistenza e le giustifica nelle loro azioni. Nella letteratura economica si tratta di un classico problema di agency.
Pur essendo a prima vista complessa, questa struttura è tipica di molti assistenzialismi sociali, e contribuisce a spiegare l'esplosione del moderno stato sociale: un qualsiasi problema "sociale", che potremmo anche ammettere esista, giustifica l'intervento che paradossalmente accentua, tramite meccanismi non sempre diretti e comprensibili a prima vista, il problema stesso. &
POLITICALLY CORRECT IN AZIONE

UCCELLI RARI: Oltre 8mila esemplari di fauna vivi, imbalsamati o congelati sono stati sequestrati dalla Procura della Repubblica di Udine al termine della vasta operazione interforze denominata "Volo libero", condotta dalla Forestale di Padova e dalla guardia di Finanza di Gorizia.
Il traffico illecito di animali (che non esisterebbe se non fosse proibito cacciarli, dato che diventerebbero una risorsa) si conferma particolarmente fruttuoso (ovviamente!!!). Secondo gli investigatori ormai non si può più parlare di un bracconiere solitario, che nottetempo piazza le sue trappole in alcune aree protette, ma di una organizzazione che va dal Friuli ad alcuni paesi dell'Est Europa, la Lapponia, la Moldavia, la Romania, l'Ungheria e dove un esemplare come l'aquila reale, il nibbio o il falco pellegrino può essere venduto per una cifra fino a sei milioni. Diciotto le persone denunciate tra cui anche il coordinatore degli agenti di vigilanza ambientale della provincia di Udine (protettore di Stato), che gestiva la compravendita di animali morti o feriti per destinarli a un mercato illegale di collezionisti.

MONUMENTI: Incuria, illegalità e inquinamento minacciano monumenti e paesaggi italiani. Sono 12, secondo l'Unesco, i siti patrimonio dell'umanità (quindi di chi???) che si trovano in stato di emergenza. Tra questi: la Laguna di Venezia, la Villa del Casale a Piazza Armerina, la Valle dei Templi di Agrigento, le isole Eolie, i sassi di Matera, gli scavi di Pompei ed Ercolano, la costiera Amalfitana. Ma anche i centri storici di Roma, Firenze e Napoli soffocati da traffico e inquinamento. A denunciare le mille aggressioni ai monumenti nazionali è stata Legambiente, che con "Salvalarte" lancia una campagna di tutela del patrimonio. Ma va' privatizziamolo subito!

PESCI IN VIA D'ESTINZIONE: Una nave di pirati di provenienza non precisata è stata fermata dalla guardia costiera australiana, in aprile, e dai servizi di soccorso marini sudafricani dopo un inseguimento in mare durato dieci giorni. La nave, trasformata in un peschereccio abusivo, trasportava pesce rarissimo per un valore di quasi due miliardi di lire. L'equipaggio, arrestato, è stato costretto a tornare in Australia dove sarà processato. La pirateria non vive solo di rapine e sequestri e sta trovando nuove, sofisticate forme di sostentamento attraverso commerci lucrosi (l'hanno capito che il commercio crea ricchezza?) come quello del pesce proibito. In questo caso si tratta di un pesce rarissimo proveniente dalle acque antartiche. Non ha un nome in italiano: in Cile e Argentina si chiama Mero, in inglese Toothfish o Black Hake. E' in via di estinzione (come gli elefanti?), ma così prelibato che i giapponesi e gli americani pagano qualsiasi cifra per mangiarlo. Siamo alle solite

BUROCRAZIA PER BENE: L'ex ministro Bassanini, ha emanato un nuovo regolamento che impone gentilezza e cortesia con il pubblico ai dipendenti pubblici e fissa le regole da seguire per lavorare negli uffici statali. Procedure abituali per chi lavora nel privato (lo sapevamo già), ma non negli uffici pubblici. Cortesia, diligenza, lealtà e imparzialità sono le nuove parole d'ordine imposte dal ministro. E se invece smantellassimo la burocrazia?


1. La rendita reale sarebbe in questo caso l'interesse del titolo (per esempio un 4% annuo) più 1000$ (alla scadenza ricevo l'importo completo), il tutto meno gli 800$ investiti. La differenza di 200$, rapportata a 800$, equivale ad un incremento del 25%. Nel nostro esempio dunque la vera remunerazione sarebbe di 200$ + 1000$*4% = 240$, il che riportato agli 800$ investiti equivale al 30%! Nella trattazione delle obbligazioni non dobbiamo dunque dimenticare di considerarne pure il corso.
2. Banche e agenzie di investimento.
3. Il che fa aumentare loro il rischio dei propri investimenti, non potendo diversificare internazionalmente. Consideriamo per esempio le pensioni francesi che non possono investire troppo all'estero. È positivo? Se pensiamo alla correlazione tra le loro spese e i loro investimenti no. Se la Francia cadesse in recessione, la borsa scenderebbe e con lei i guadagni della cassa pensione, tuttavia contemporaneamente aumenterebbero le uscite, magari sulla base di prepensionamenti. Se la Francia avesse potuto investire in un mercato finanziario non correlato alla situazione dei suoi clienti avrebbe almeno attenuato questi effetti negativi. La nascita dell'EU porterebbe migliorare le cose, ma sarebbe bastato togliere la regolamentazione e non serviva creare un nuovo Stato...
4. Cosa che succede raramente ma che può succedere: un caso storico fu l'Argentina.
5. Fermo restando che lo Stato si finanzia in ultima istanza con la coercizione fiscale.
6. Oltre all'imposizione fiscale e al prestito pubblico sopra descritto.
7. Leggete a questo proposito di Liberilibri –www.liberilibri.it- il libello di Ludwig von Mises "Politica Economica". Troverete un'interessantissima parte con argomenti puramente di economia monetaria sul crollo dell'Impero Romano, che tanti storici ci hanno spiegato con teorie che mi hanno sempre lasciato perplesso. I Romani imperiali furono, infatti, i primi grandi interventisti economici, coniando sistematicamente monete con un valore facciale ben superiore a quello interno. Generato così per la prima volta nella storia quel fenomeno che prenderà il nome di inflazione e non sapendo come combatterlo, per decreto impedirono l'aumento dei prezzi. Le pene non andavano per le sottili, contemplando anche quella di morte. Il risultato ulteriore fu la lenta distruzione delle attività di bottega e il progressivo indebolimento delle economie urbane. Per fuggire l'inflazione ed il difficile commercio, le persone ritornarono alle campagne. Anche in questo caso vi fu molta legislazione contro il ritorno alle campagne e a favore della migrazione verso le città che inesorabilmente si svuotavano. Indebolitisi queste ultime, non fu difficile per i barbari, che da sempre avevano esercitato pressioni sui confini, impadronirsi dell'Impero.
8. Si sa per esempio che i mercati finanziari iniziano a funzionare molto male quando i tassi di inflazione diventano troppo alti, perché il creditore è in netta posizione di perdente, se i prestiti sono fissati nominalmente.
9. Gli stati occidentali pagano quote alla banca mondiale.
10. Un'ulteriore parentesi politically uncorrect: la cosa peggiore che si possa fare in una regione colpita da una catastrofe ambientale, per esempio una carestia o un'esondazione, è di spedir loro aiuti alimentari! La regione ha bisogno di risollevarsi, e quale miglior incentivo per lanciare nuove attività se non la scarsità dei prodotti alimentari che comporta un innalzamento dei loro prezzi! Le industrie fiorirebbero e il ciclo riprenderebbe. Spedendo tutto il necessario invece uccidiamo gli incentivi a far partire nuove attività, abituiamo le persone all'assistenzialismo -esattamente gli stessi danni che provoca il Welfare State in occidente- e rendiamo ancor più dipendente quella regione dai nostri aiuti.
11. Un esempio concreto di apertura al commercio internazionale è costituito dal Cile, che ha letteralmente innondato la California con i suoi vini e i suoi prodotti agricoli di ottima qualità e a prezzi inferiori.