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Secessione individuale
Il primo caso esemplare
Se anche la secessione individuale comincia
a essere accettata...
Buone notizie per i libertari: ci hanno
presi in giro perché sostenevamo che non solo ogni popolo, ma addirittura
ogni individuo ha diritto alla secessione? Eccoli serviti, i nazicomunisti
abbuffoni e arraffoni: in quel di Rencio, frazione di Crevoladossola (Verbania),
è accaduto ciò che noi da lungo tempo scrivevamo. Un imprenditore,
Moreno Simionato, esasperato dalle lungaggini e dai costi della burocrazia
ha deciso di mandare tutto a quel paese e di gestire a modo proprio ciò
che era legittimamente suo.
Da tre anni, infatti, Simionato attendeva
invano il rilascio di una concessione edilizia per l'avvio di una nuova
attività. I metodi di protesta classici non sono serviti: nessuno
l'ha ascoltato quando ha alzato la voce, nessuno ha notato il suo sciopero
della fame, nessuna compiacente televisione ha ripreso la sua minaccia
di darsi fuoco. Ecco allora che, di comune accordo coi locali rappresentanti
della Life (Liberi Imprenditori Federalisti Europei), ha deciso di dare
inizio ai lavori "abusivi" per la costruzione di una stalla. Abusivi secondo
lo Stato italiano, of course, che giudica illegale, illegittimo e illecito
tutto ciò che non è accompagnato da una mazzetta.
A scanso di equivoci, proprio come Lysander
Spooner con la propria compagnia postale, Simionato ha informato tutti
di tutto: non una pietra è stata smossa al buio. Prima, ha dichiarato
l'indipendenza: "avverto che il territorio di appartenenza della famiglia
Simionato - ha scritto su un cartello bene in vista - non è più
da considerarsi sotto la giurisdizione dello Stato italiano. Pertanto,
onde evitare qualsiasi tipo di violazioni di confine fra Stati, invito
tutti gli organi competenti ad astenersi da qualsiasi contromisura. Tale
porzione di nuovo Stato libero sarà costantemente presidiata da
uomini liberi che impediranno qualsiasi azione contro la libertà
e ogni intrusione da parte dello Stato italiano". Poi si è rilasciato
la concessione edilizia e ha iniziato i lavori.
Nessun assessore, nessun onorevole e nessun
tenente colonnello è riuscito a fermarlo: soltanto il Generale Inverno,
che prende ordini da qualcuno più autorevole del Presidente della
Repubblica, ha potuto rallentare l'opera. A nulla è valso il tentativo
dei vigili urbani, che hanno controllato cosa mai stesse succedendo e sono
stati garbatamente invitati ad andarsene, perché ognuno ha diritto
a cacciare gli ospiti sgraditi fuori di casa. I bene informati sostengono
che tra un po' il comune intimerà una sospensione dei lavori (che,
lo ricordiamo, avvengono in economia, poiché il mancato rilascio
di un'autorizzazione da parte del comune stesso impedisce di convocare
un'impresa edilizia).
Intanto, Simionato ha messo in atto una
di quelle proteste irriverenti e non violente che ci piacciono tanto: si
rifiuta infatti di ritirare qualsiasi lettera o notifica. I vigili hanno
tentato pertanto di irretire la moglie dell'imprenditore per consegnare
a lei il "dovuto", ma probabilmente non hanno considerato il fatto che,
oltre a vivere insieme, i due coniugi hanno entrambi un cervello (sono
esseri umani, dopo tutto, a differenza di taluni generali e ministri...).
Adesso la vicenda è giunta a una situazione di stallo (mentre i
lavori per la stalla procedono spediti) e non è esclusa un'azione
di forza da parte delle istituzioni: ma in tal caso, i militanti Life del
Piemonte e tutti gli uomini liberi sono pronti a intervenire in soccorso
del buon Moreno.
Comunque vada a finire la vicenda (speriamo
bene per il nostro eroe), per noi libertari questo sano senso di ribellione
contro lo Stato è cosa buona e giusta, tanto più che Simionato,
dichiarando l'indipendenza, ha creato una vera e propria Enclave di libertà
nell'Ossola. I muri cadono uno dopo l'altro: e i cittadini sono sempre
più coscienti dei propri diritti. Speriamo che lo capiscano anche
i brigadieri. Sarà dura, ma la speranza l'ultima a morire.
Guglielmo C. Cancelli |