Un dovere morale:
liberalizzare i taxi
Otto Guevara Guth*
Il "Movimiento libertario" è certo: il servizio di taxi deve essere liberalizzato, così come lo sono la gran parte delle attività economiche. Siamo convinti che in questo modo si otterrebbero quantomeno i seguenti servizi:
maggiore e migliore distribuzione della ricchezza. Partecipando liberamente alla suddetta attività, saranno di più le persone interessate ad avviare la loro piccola impresa, dato che le uniche cose di cui avrebbero bisogno sarebbero un'auto adatta a circolare sulle strade, la sottoscrizione di una polizza di assicurazione, l'iscrizione ad un registro e pagare una licenza alla municipalità nella quale si è residenti;
più occupazione. I nuovi imprenditori dovranno assoldare e contrattare sul mercato l'impiego di nuovi autisti, meccanici, centralinisti e venditori di servizi. Ciò aumenterà le possibilità occupazionali dei costaricensi;
meno potere ai politici. Si eviterà che troppe persone abbiano potere politico in materia, magari perché unici concessionari di licenze per taxista, in modo da poter favorire qualcuno ed escludere qualcun altro. Così, i taxisti eviteranno di dover mendicare ai politici un aiuto per poter svolgere un'attività che fa loro guadagnare da vivere. Niente favori governativi insomma;
eliminazione di un'ulteriore fonte di corruzione. Per poter fare il taxista non sarà necessario essere parente di nessuno e, tantomeno, dover appoggiare qualche partito politico, evitando così di pagare "stecche" a un funzionario pubblico per avere un permesso di lavoro. Grazie alla liberalizzazione, le licenze non sarebbero più un bene scarso sul mercato, per ottenere il quale si ricorre spesso alla corruzione;
si ridurrà la pressione sul servizio di trasporto pubblico tramite autobus. Potendo i clienti utilizzare i taxi, magari alcuni di tipo collettivo, si ridurrà il numero degli autobus che attualmente circolano per le strade delle nostre città;
i cosiddetti "taxisti pirata", oggi considerati fuori legge perché non in possesso di una licenza, non si sentiranno più dei delinquenti e nemmeno saranno trattati come tali. I "taxisti pirata", in fondo, non commettono alcun delitto nell'offrire dei servizi volontari a clienti che, anche loro volontariamente, ne fanno uso ad un costo ridotto. Liberalizzare il servizio di taxi, dunque, significa eliminare ogni etichetta delittuosa ed ogni persecuzione;
i vigili urbani potranno dedicarsi alle loro funzioni essenziali. Anziché infastidire chi si guadagna la vita onestamente, i vigili potranno perseguire i veri violatori di diritti individuali, come eliminare dalla circolazione quei veicoli che inquinano oltre ogni limite permesso. Inoltre, potranno dedicarsi a dirigere il traffico, evitando le congestioni viarie, magari multando chi parcheggia selvaggiamente;
si eviteranno sprechi di soldi pubblici per decidere a livello centrale quanto deve essere messo in bilancio per fare studi sulla domanda e sull'offerta relativa al servizio di taxi. Una spesa inutile pagata con le tasse dei cittadini.
Liberalizzare i taxi, insomma, significa anche recuperare una parte della nostra libertà, in modo da poter contrattare un servizio con chi preferiamo, a seconda delle nostre esigenze di spostamento, senza il bisogno che sia lo Stato a decidere tariffe o altro ancora. C'è solo da guadagnare dalla liberalizzazione del servizio di taxi.
Ora, dato che la nostra legislazione considera il servizio di taxi un servizio pubblico, il Movimiento libertario è disposto anche ad adottare una liberalizzazione regolamentata. Vale a dire: le persone che hanno certi requisiti potranno ottenere la licenza per dedicarsi a questo tipo di attività. Tra i requisiti necessari potremmo considerare, ad esempio: il modello di automobile, l'uso di un taxametro, numerare il veicolo atto al servizio, sottoscrivere una polizza assicurativa che copra i danni ai clienti, non avere precedenti penali che abbiano a che fare con delitti commessi contro la persona o la proprietà. Non serve dunque limitare o contingentare il numero di concessioni: in questo caso non faremmo che ridare ai politici quel potere che con la liberalizzazione vogliamo togliere loro.
*Candidato alla presidenza del Costa Rica
alle elezioni del 2002
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